SCHEDA INFORMATIVA SULLA LIQUIRIZIA CALABRESE E SULL’ANTICA DITTA DI PRODUZIONE DELLA LIQUIRIZIA "AMARELLI"

Testo concesso gentilmente dalla Dott.ssa Pina Amarelli

Storia della liquirizia calabrese "Amarelli" antica azienda produttrice della Calabria

La Bussola Hotel Calabria a Capo Vaticano di Ricadi Tropea

PARTE 1

La pianta della liquirizia di Calabria, il cui nome scientifico è “Glycyrrhiza glabra”, è conosciuta ed impiegata da circa 35 secoli, come sappiamo da antichi testi cinesi e dalla tradizione ippocratea.

Essa è presente in molti paesi, come l’Italia, la Grecia, la Turchia, l’Afghanistan, l’Iran e la Mongolia, ma – come autorevolmente afferma l’Enciclopedia  Britannica – la migliore qualità di liquirizia “is made in Calabria”.

 

Le piante nascono spontanee lungo il litorale, dove le caratteristiche naturali del suolo e del clima contribuiscono, insieme, ad elevare il contenuto di glycyrrhizina, il glicoside dalla cui presenza deriva la peculiarità del succo di liquirizia.

 

La storia della sua trasformazione è molto antica ed è legata alle vicende del latifondo e delle famiglie feudatarie calabresi. Infatti le sue radici, tanto lunghe che si diceva arrivassero all’inferno, pur contribuendo ad azotare il terreno, dovevano essere estirpate prima di procedere a qualsiasi coltura. La loro raccolta, in un’economia strettamente dipendente dall’agricoltura, consentiva di sfruttare il terreno nell’anno di riposo della rotazione, dando lavoro ai propri contadini nonché a gruppi di immigrati stagionali provenienti da zone ancor più depresse.

 

Già nel 1500, quindi, si inizia a estrarre il succo di liquirizia e a questa attività si dedica anche la famiglia dei Baroni Amarelli, che alternava alla cura del proprio patrimonio agricolo anche un forte impegno guerriero (v. Alessandro Amarelli, crociato, morto in Palestina nel 1103 e Francesco Amarelli, uno dei vincitori della battaglia di Otranto, morto nel 1514) e culturale (come Giovan Leonardo, Conte Palatino e Priore dell’Università di Messina, morto nel 1667).

 

 

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