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Informazioni e notizie di Tropea in Calabria Le origini di Tropea sono sconosciute. Si sviluppò con i normanni e ancor più con gli aragonesi. Attivissimo centro marinaro, tenne rapporti commerciali con tutti i paesi del Mediterraneo disponendo di una sua flotta.
La città di Tropea sorge sopra uno sperone, detto "la rupe" di natura calcarea. Sede vescovile già nel VI secolo, la trinavata cattedrale normanna è una delle poche chiese di quel periodo esistenti in Calabria.
L'interno di Tropea, riportato alle forme originali negli anni 1926-1930, è ricco di opere marmoree: i sepolcri della famiglia Galluppi (uno del 159 e l'altro del 1651) e dei Cazetta del 1530, le statue della Madonna del popolo (fra Giovannangelo Montorsoli, 1555) e della Madonna della libertà del primo quarto del '600, e la Natività del messinese Pietro Barbalonga dell'anno 1600. L'icona (bizantina?) della Madonna della Romania, protrettrice della città e della diocesi, è collocata nell'abside dietro l'altare maggiore. In una cappella laterale è posto un Crocefisso nero, scultura lignea di probabile fattura quattrocentesca. Sotto il portico con archi a sesto acuto, a lato della cattedrale, sono collocate le statue marmoree dei santi Pietro e Paolo (se. XIII), della Madonna della Grazia (sec. XVI), dei santi Francesco d'Assisi e Chiara (sec. XVII).
La chiesa dei francescani conventuali, nota col titolo di San Demetrio per il trasferimento di quella parrocchia alla fine del '700, è ornata dagli artistici stucchi del nicoterese Santo Solano che li realizzò nel 1759 per il compenso di duecentoventi ducati della moneta allora circolante. La comunicante cappella di Santa Margherita avrebbe origini medioevali. La chiesa dell'Annunziata, appartenente al convento dei francescani osservanti, oltre al cinquecentesco gruppo marmoreo dell'Annunciazione sopra l'altare maggiore presenta il soffitto ligneo dipinto dal napoletano Andrea Gigante abitante in Monteleone nel 1641 per cento ducati. Ricca di opere marmoree e pittoriche, ed anche di stucchi, è la chiesa dei gesuiti passata successivamente ai liguorini che ancora l'officiano. Immersa nel verde di un folto aranceto è la chiesa della Michelizia, che si tramanda essere stata costruita per il voto di un ricco mercante di nome Michele Milizia scampato ad una tempesta che nella notte di un 5 agosto di fine '500 minacciava di travolgerlo nel mare di fronte Tropea. N ell'interno di Tropea,si ammirano un settecentesco altare ligneo intagliato e due tele, una raffigurante Sant'Antonio di ignoto seicentesco e l'altra con la crocifissione dipinta nel 1719 dal pittore locale Giuseppe Grimaldi. Sopra uno scoglio circondato dal mare è costruita la chiesa-santuario di Santa Maria dell'Isola. La documentazione della dipendenza dal monastero benedettino di Montecassino, tuttora in vigore, risale all'anno 1066. La facciata è stata ricostruita in stile litotomico dopo il crollo provocato dal terremoto dell'8 settembre 1905. La chiesa è meta di pellegrinaggi in occasione delle solennità mariane del 15 agosto e dell'8 settembre. Sulle strette e tortuose strade del centro prospettano gli artistici portali dei palazzi nobiliari sei-settecenteschi, dietro i quali non di rado si intravedono caratteristici cortili. Tropea, meta preferita da molti turisti, entrata a far parte del panorama turistico internazionale. Vi aspetta per farvi trascorrere le vostre vacanze in Calabria.
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